Ho visto anche degli zingari felici...

È il titolo di una canzone, una canzone di Claudio Lolli, una canzone che ha segnato una generazione di giovani, eravamo alla fine degli anni ’70, ma soprattutto era la mia canzone preferita!
Sono passati più di 30 anni e non avrei mai immaginato (eppure di fantasia ne ho da buttare), eppure è successo qui a Roma nell’anno 2003, quando sulla via di Salone fummo fulminati dall’incontro di alcuni ragazzi rom o comunemente detti zingari, aggiungo io, zingari felici che divennero poi la squadra di calcio chiamata CD-Rom.

Il nome della squadra CD-Rom è il biglietto da visita per “significare” memoria di un gruppo di Rom che attraverso il gioco del pallone esprime in modo forte la “contaminazione” tra culture diverse, con la propria identità che ogni cultura ha nella sua memoria da trasmettere a se stessi e alle generazioni future.

In questo breve racconto della squadra dei CD-Rom composta da ragazzi serbi, bosniaci, rumeni, italiani e un albanese parto da una presentazione che la squadra ha fatto di se stessa nel partecipare agli ultimi Campionati mondiali antirazzisti di calcio che si sono svolti a Bologna appunto nel luglio 2008. “Mai come oggi gli zingari sono nell’occidente “ricco” visti come gli ultimi! Qualcuno diceva che gli ultimi saranno i primi! Noi non vogliamo essere né primi né ultimi! Noi vogliamo solo essere”!

Essere e partecipare. Partecipare a decine di tornei di calcio da quando circa 6 anni fa le strade di educatori del progetto Street work e quelle dei giovani rom che vivono nel campo di Via Salviati in V Municipio, si sono incrociate, e insieme hanno iniziato questa avventura, che ci ha visto condividere attraverso il gioco del pallone un’esperienza vera di partecipazione attiva alla vita sportiva e non solo, di Roma e dintorni.
I Cd-Rom: Dusan, Brhemer, Danilo, Luca, Sandro R., Sandro S., Elvis, Enrico, Simon, Jasko, Abi, Rambo, Zac, Antonio, Necko. Le discussioni e le riflessioni fatte insieme a loro prima e dopo le partite di calcio, hanno avuto l’intensità emotiva di chi è convinto che le “relazioni” tra di noi della squadra hanno costituito le basi per poter abbattere le barriere dei pregiudizi! Il calcio in questo è uno strumento efficace, per incontrarsi e incontrare gli altri.
Discutere di sport significa sicuramente parlare di tecnica calcistica o di tattica, per affrontare al meglio l’avversario; per i CD-Rom è stato questo ma soprattutto è stato crescere nel vivere l’evento calcistico, come una fortuna: la fortuna di aver conosciuto ragazzi e giovani di altre squadre, di averci giocato contro come avversari di turno che hanno la maglietta diversa dalla tua, che magari provengono da un’altra nazione, o sono di un altro quartiere di Roma. Ma che hanno condiviso con te la passione che per il gioco del calcio.
Questa era ed è l’essenza e l’anima dei CD-Rom incontrare l’altro, conoscere e farsi conoscere. E come i Rom di una volta abbiamo girovagato: Venezia (Torneo del Bae), Montecchio e Casalecchio di Reno (Mondiali antirazzisti), e poi partendo dal campo del F. Bernardini a Pietralata (il nostro campo di calcio) siamo andati a Torraccia, a Tor Tre Teste, a Tor Sapienza, a San Basilio, a Casal Bertone, alla Bufalotta, a Talenti, al Tuscolano, Gordiani, Quartaccio, Trullo, Marconi, Roma 70, Colle Oppio…
Abbiamo incontrato parecchia gente e quello che abbiamo consolidato tra di noi, anche se tra mille contraddizioni e difetti vari è stata l’amicizia: cosa che sembra banale, ma che banale non è: perchè è stata e sarà un’amicizia fondata sul rispetto. Sul rispetto della propria “appartenenza”!
Il futuro? Sono tempi duri, soprattutto per gli zingari! Ma questa esperienza che per il momento si è conclusa per mancanza di fondi ma soprattutto per riflettere un momento, ci ha lasciato con un obiettivo che vorremmo perseguire noi operatori di Street work insieme ad alcuni componenti della squadra dei Cd-Rom. L’idea ed il progetto è che vorremmo trasferire l’esperienza dei più grandi della squadra a quelli più piccoli dei Rom.
Un campetto di calcio dove far nascere con i più piccoli, bambini Rom e bambini italiani, una scuola calcio, per poter sviluppare azioni che attraverso lo sport possano realmente costruire “inclusione” e di conseguenza, continuare l’esperienza iniziata con i CD-Rom.

Ho visto anche zingari felici in un campo di calcio ubriacarsi di gioia, di goal, e di partita….

Rino Di Costanzo

Hanno parlato dei CD-Rom (Rassegna stampa)

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